Il Tempio di Ercole Vincitore o Ercole Oleario sorge in piazza della Bocca della Verità a Roma, poco distante dal Tempio di Portuno all'interno del foro Boario. A causa di un'attribuzione errata, nata durante il Rinascimento, il tempio è talvolta ancora indicato popolarmente come Tempio di Vesta; l'errore è dovuto alla sua forma circolare che lo rende simile al vero tempio di Vesta situato nel Foro romano.
Risalendo al 120 a.C. circa, si tratta del più antico edificio di Roma di marmo conservatosi.
Della copertura originaria
rimangono unicamente alcune lastre di marmo. Un blocco che probabilmente
era la base della statua venerata riporta l'iscrizione in base alla
quale si è riusciti a determinare a chi fosse dedicato il tempio, oltre che il nome dello scultore della statua, il greco Skopas minore, vissuto nel II secolo a.C. e autore di altre opere nella zona del Circo Flaminio. L'architetto potrebbe essere stato quell'Ermodoro di Salamina, autore anche del tempio di Giove Statore e di altre opere a Roma. Le fonti antiche parlano di un tempio di Hercules Victor fuori dalla Porta Trigemina e parlano della sua costruzione, risalente al 120 a.C.. Fu commissionata da un ricco mercante romano, Marco Ottavio Erennio, che la dedicò ad Ercole protettore degli oleari, corporazione a cui il mercante apparteneva. Ercole era inoltre il protettore dei commerci e della transumanza delle greggi: la sua locazione nel Foro Boario non è, di conseguenza, per nulla casuale.
Il tempio di Ercole Vittore fu successivamente restaurato sotto l'imperatore Tiberio e deve la sua conservazione, come molti altri monumenti romani, al fatto di essere stato trasformato in chiesa nel medioevo: venne infatti consacrato nel 1132 e dedicato a Santo Stefano delle Carrozze, per poi essere trasformato nel XVII secolo nella chiesa di Santa Maria del Sole, perché poco distante dalla chiesa, sui margini del Tevere, fu ritrovata un'immagine della Madonna da cui partiva un raggio di sole.
Questo tempio e il tempio di Vesta di Tivoli ispirarono inoltre le chiese a pianta circolare del Rinascimento. L'edificio venne ufficialmente riconosciuto come monumento antico nel 1935.
Si erge su una fondazione ad anelli di blocchi di cappellaccio a loro volta su una piattaforma in blocchi di tufo di Grotta Oscura, che inglobano lo sbocco della Cloaca Maxima. La base presenta un crepidoma (base a gradini), priva quindi del podio di matrice italica.
La trabeazione ora non è più esistente (tranne qualche resto della cornice), né rimane il soffitto della peristasi, che presentava i cassettoni. La cella era coperta da tetto conico ribassato che richiama il modello delle tholoi greche. Il tetto presente oggi sull'edificio è un rifacimento del '96.
In pianta l'edificio rispetta il canone di Vitruvio, mentre in alzato sono state prese alcune licenze non canoniche, riscontrabili anche nei particolari architettonici e che rivelano l'impiego di maestranze locali. Al suo interno presenta degli affreschi risalenti al 1475 con scene della Madonna ed i Santi. Nello stesso anno vennero eseguite delle riparazioni all'edificio e venne installata, sul pavimento, una targa commemorativa per volere di Sisto IV.
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